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“La follia che viene dalle ninfe” di Roberto Calasso. Quando la saggistica si fa arte

Eccomi ancora con una recensione di un libro, o più precisamente di una raccolta di saggi di un uomo che ha fatto della saggistica un’arte.

Definire questo piccolo manuale di vita è un’ardua impresa. Sì tratta di un logorroico discorso su miti, cinema, letteratura e editoria alla ricerca di un’esperienza. Una conoscenza mistica che trapela dalle parole dello scrittore, che si fa messaggero degli dei.

Ho sempre pensato che i libri siano dei viaggi, delle esperienze che lasciano il segno. E questo titolo è stato un’avventura, vissuta fra la Anagnina – Battistini e tutti gli esotici mondi che ho scoperto tramite queste misere 120 pagine di sapere.

Non posso dire che lo stile sia scorrevole e semplice, e, se non avessi compreso l’ottica di Calasso potrei affermare addirittura che alcuni versi risultano pretenziosi e saccenti. Ma è anche vero che vengono dalla mano di un dotto, di uno che è stato veramente ispirato dalle muse e che, tanto per fornirvi qualche dettaglio biografico, ha iniziato a lavorare all’Adelphi a soli 21 anni e ha detenuto la cattedra di Weidenfeld Visiting Professor of European Comparative Literature presso l’Università di Oxford.

Insomma, si può perdonare tutto a questo uomo che trasmette cultura – e arte – anche attraverso le virgole e al quale sono immensamente grato per aver regalato al mondo questo testo.

Inutile aggiungere che mi sono innamorato perdutamente de “La follia che viene dalle ninfe”, che mi è stato regalato diversi anni fa da mia madre e che non avevo mai voluto prendere in mano. Assolutamente da leggere, anche se non per tutti.